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Terre Rubate – Il Land Grabbing

Sapete cos’è il land grabbing? Oggi sul blog di Green Idea Technologies, vogliamo provare a spiegarvelo.

Il land grabbing (letteralmente, accaparramento della terra) è un fenomeno che si è diffuso a partiredal primo decennio del XXI secolo e che coinvolge principalmente i paesi in via di sviluppo. È, in pratica, l’acquisizione su larga scala di grandi appezzamenti di terra, mediante acquisto o affitto (che va da 40 a 99 anni), da parte di multinazionali, governi stranieri o soggetti privati.

La crisi finanziaria e quella agraria hanno determinato un aumento dei prezzi delle derrate alimentari, stimolando l’appropriazioni di ettari ed ettari di terreno nei paesi più poveri del mondo, comprati a prezzi stracciati per trarne enormi profitti (in Africa il prezzo per un ettaro di terreno va da 3 a 10 dollari).

Il prezzo di cereali e frumento è raddoppiato dal 2008 al 2012. Un ruolo rilevante ha anche la produzione di biocarburanti, un importante impiego in competizione del territorio: si stima che l’aumento della domanda di biocarburanti nel periodo 2000-07 abbia contribuito per il 30% all’aumento della media ponderata dei prezzi dei cereali. Per alcuni paesi, in particolare, questo investimento all’estero rappresenta la principale risposta alla crisi alimentare.

Basti pensare che dal 2008 (anno che coincide con l’inizio della crisi economica), il fenomeno del land grabbing è cresciuto del 1000%La domanda di mercato per il terreno è schizzato alle stelle.Produzione agricola, biocarburanti, legno, allevamento intensivo ed estrazione mineraria: questi i settori di interesse degli investitori stranieri.

A favorire l’acquisizione dei terreni agricoli contribuiscono anche le proiezioni sui cambiamenti climatici, responsabili di un maggiore degrado del terreno e della riduzione della disponibilità idrica.

La crescita della popolazione, l’aumento dei tassi di urbanizzazione e il maggior consumo di carnesono le cause dell’aumento della richiesta alimentare globale.

Considerando l’insieme di tutti questi elementi, alcuni stati che dipendono dalle importazioni alimentari hanno iniziato a esternalizzare la propria produzione alimentare, acquisendo il controllo di terreni agricoli in altri paesi.I principaliacquirenti sono: Arabia Saudita, Usa, Gran Bretagna, Svezia, Emirati Arabi e Paesi del Golfo, India, Cina, Giappone, Corea del Sud, Libia, Siria, Giordania, Germania.

Secondo le ricerche più accreditate, tra il 2000 e il 2012 sono stati ceduti circa 203 milioni di ettari di suolo agricolo e forestale: una superficie pari alle dimensioni dell’Europa nord-occidentale.

L’Africa risulta essere il continente più colpito dal fenomeno, con 134,5 milioni di ettari, cui segue l’Asia con 43,5 milioni, il Sud America con 18,3 milioni e l’Europa con 4,7 milioni di ettari (principalmente in Romania, Bulgaria e Ungheria).

Il land grabbing è caratterizzato da metodi coatti, che privano della terra intere comunità e popoli indigeni, spesso in aperta violazione dei diritti umani. Inoltre gli acquirenti non si preoccupano minimamente dell’impatto ambientale, sociale ed economico che le loro conseguenze hanno sui territori e le persone che li abitano.

Di fatto la terra viene espropriata a contadini e comunità indigene senza chiedere il loro consenso: i governi dei paesi in via di sviluppo si lasciano convincere dall’allettante prospettiva economica, dal giro di affari che potrebbe derivare dall’attività delle multinazionali, troppo spesso dimenticandosi i diritti dei propri cittadini.

Un esempio dell’ingiustizia di questo metodo, è rappresentato dall’Etiopia: nella provincia di Gambella, vicina al Sudan, 300.000 ettari di terra sono stati ceduti per 60 anni a un gruppo industriale di proprietà del miliardario saudita Sheikh Mohammed al-Amoudi; nella stessa area, il gruppo indiano Karuturi global Ltd. ha affittato, per 50 anni, 312.000 ettari di terra per coltivare olio di palma, zucchero, riso e cotone. Per questo motivo 200.000 persone sono state costrette ad abbandonare la propria terra e le loro case, provocando ondate migratorie anche in Europa.

L’assenza di contratti scritti che determinino la re-distribuzione degli utili e gli oneri degli acquirenti, fa sì che intere popolazioni vengano strappate dai propri territori di nascita, spesso loro unica fonte di sostentamento. Non infrequente è la situazioni in cui vengano tagliati servizi essenziali, come l’accesso all’acqua: se la sorgente dove prima un villaggio si riforniva viene recintata dalle multinazionali coinvolte, la gente perde addirittura il diritto al sostentamento idrico.

Oggi più che mai lo sviluppo sacrifica le popolazioni e il loro benessere concreto e locale sull’altare del “benavere” astratto, deterritorializzato”.

Serge Latouche

Leggi, informati, scegli consapevolmente. Boicotta.

Be the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Land_grabbing

https://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/22/land-grabbing-opportunita-o-rischi-lo-sviluppo-dellagricoltura

http://www.lastampa.it/2015/03/05/societa/expo2015/le-vie-del-cibo/land-grabbing-cos-emiri-e-cinesi-si-comprano-il-futuro-della-terra-NeP5w5lIbukkam1OGiphvJ/pagina.html

– http://www.treccani.it/enciclopedia/land-grabbing_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/​

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/15/land-grabbing-e-migranti-gli-italiani-coinvolti-gridano-aiutiamoli-a-casa-loro-mentono/3856911/

– https://www.oxfamitalia.org/scandalo-land-grabbing/