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Permacultura – Quando l’uomo impara dalla Natura

L’articolo di questa settimana del blog di Green Idea Technologies è incentrato su un argomento che interessa tutti: la produzione di cibo. Parlandovi di risorse idriche (qui)e di cambiamenti climatici ci è capitato di soffermarci su qualche dato riguardo ad agricoltura e allevamento, in special modo sui costi ambientali eccessivi e incontrollati che riguardano questo settore, soprattuttoin fatto di emissioni di CO2.

Sappiamo che i metodi di produzione industriale del cibo creano diverse problematiche legate alla salute umana, all’inquinamento, all’erosione del suolo, allo sfruttamento di risorse rinnovabili e non. Ma esistono alternative? In che modo l’uomo potrebbe creare un sistema per la produzione del cibo con un basso impatto ambientale, in grado di auto-conservarsi nel tempo e che non necessiti di prodotti chimici?

Partendo da queste domande e dall’osservazione della natura, negli anni ’70, i due scienziati naturalisti Bill Mollison e David Holmgren hanno ricavato i principi di base della permacultura (fusione delle parole «permanent» e «agricolture»): basandosi sull’esempio degli ecosistemi naturali, hanno provato a replicare colture pluriennali caratterizzate da bassi consumi di energia fossile, presenza di animali utili all’uomo e impiego ridotto di lavoro umano.

La permacultura si può definire come un sistema di progettazione per insediamenti umani eco-sostenibili, incentrati sull’attività agricola, con grande attenzione al territorio. Alcuni la definiscono anche “ecologia applicata”, dato che i suoi principi di riferimento provengono dall’osservazione della natura.

Il termine Permanent Agriculture fu usato per la prima volta nel 1911 da Franklin Hiram King nel libro Farmers of Forty Centuries: Or Permanent Agriculture in China, Korea and Japan. Qui Hiram lo definisce come un sistema agricolo che si può sostenere per un tempo illimitato.
Altre base teoriche interessanti da prendere in considerazioni sono: i lavori di Stewart Brand sui sistemi, l’esperienza dell’agricoltore Sepp Holzer sulle colture in alta quota e i lavoro del pioniere dei metodi di agricoltura naturale, Masanobu Fukoka (fondamentale il suo libro La rivoluzione del filo di paglia).

Le domande da cui Mollison e Holmgren hanno cominciato il loro studio sono molto semplici: come fanno i cicli naturali a ripetersi instancabilmente nel tempo? In che modo la fertilità di un bosco o di un pascolo naturale si rinnova automaticamente senza bisogno della distribuzione di concimi, lavorazioni e altri interventi colturali?
Volendo riuscire a progettare e gestire un paesaggio antropizzato in grado di soddisfare le necessità di cibo, fibre ed energia e che al contempo presentasse un basso impatto ambientale, resilenza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali, i due scienziati hanno creato un nuovo metodo, ispirandosi a varie discipline: architettura, biologia, selvicoltura, agricoltura e zootecnia. Usando le parole di Mollison “Si tratta in sostanza di un ecosistema agricolo completo.”

Nel suo libro del 1978, Permaculture One, Holmgren sosteneva che “una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra”. Nel 1979 Mollison pubblicò Permaculture Two, con il quale ampliava ulteriormente il metodo comprendendo la progettazione di intere comunità.

Il lavoro svolto dai due naturalisti australiani, era basato su alcuni principi fondamentali:

– La crisi ambientale è reale e le sue dimensioni sono tali che certamente trasformeranno la moderna società industriale in modo irriconoscibile. Questo processo metterà in serio pericolo il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione mondiale, in costante aumento.
– L’impatto globale della società industriale e dell’enorme popolazione sulla biodiversità della terra sarà sicuramente molto più vasto degli enormi cambiamenti registrati negli ultimi secoli.
– L’uomo è soggetto alle stesse leggi scientifiche che governano l’universo materiale e l’evoluzione delle forme di vita, in primo luogo quelle relative al bilancio energetico.
– Lo sfruttamento dei combustibili fossili durante l’era industriale è la causa primaria della spettacolare esplosione della popolazione umana, delle conquiste tecnologiche e di ogni altra caratteristica della società moderna.
– Sebbene sia quanto meno difficile prevedere quali saranno gli sviluppi della società umana successivi all’esaurimento delle risorse energetiche di tipo fossile, è indubbio che i prossimi decenni vedranno il ritorno ai modelli osservabili in natura e nelle società preindustriali, e cioè a modelli sociali dipendenti da energie e risorse rinnovabili.

Quello che contraddistingueva il lavoro di Mollison e Holmgren era l’importanza posta, in fase di progettazione, sull’integrazione con tutti componenti di un insediamento umano: dalla costruzione di edifici alla pianificazione del sito, dalla gestione delle acque e dell’energia alla gestione della comunità, ogni elemento si fondeva con la coltivazione di piante per cibo o altre materie prime.

Tutti i progetti di permacultura, per quanto possano differire a livello di tecniche, condividono una base etica molto solida, delle linee guida comuni, basate su tre principi cardine:
Cura della terra: riconoscere il valore dei sistemi naturali nella loro complessità. Gli interventi umani saranno quindi volti a non danneggiare o ripristinare gli equilibri ambientali. Secondo Holmgren il miglior modo per prendersi cura della terra è ridurre i propri consumi.
Cura degli esseri umani: viene valutato di fondamentale importanza soddisfare bisogni fondamentali come cibo, abitazione, istruzione, lavoro soddisfacente e rapporti sociali.
Ritorno delsurplus: limitando il consumo ai bisogni fondamentali è possibile condividere le risorse in eccesso in modo equo con tutti.

Nei prossimi articoli del blog di Green Idea Technologies torneremo sicuramente a parlare di permacultura, addentrandoci all’interno di questo mondo. Per il momento, vi ricordiamo, come sempre, che le nostre abitudini di consumo fanno sempre la differenza. Per quanto riguarda il cibo, cercate sempre di comprare prodotti locali a km0.

B the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

http://permacultura.it/

https://www.tuttogreen.it/cose-la-permacultura/

https://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura​

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Holmgren

https://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Mollison

http://www.scuoladipratichesostenibili.org/food-forest/

http://flaviotroisi.com/index.php/permacultura-food-forest-ritorno-paradiso-terrestre/

http://www.fao.org/news/story/it/item/196458/icode/

https://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_dell%27industria_dei_cibi_animali

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