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Le Montagne Hanno Vinto – Un contadino contro i colossi dell’energia

Sapete quanto per noi di Green Idea Technologies il concetto di responsabilità sociale e ambientale sia importante. Proprio perché crediamo che ogni azienda con la sua attività sia responsabile dell’impatto che crea, abbiamo deciso di essere una B Corp e di fare azienda in modo etico. Oggi, sul nostro blog vogliamo raccontarvi una storia che ci lascia sperare in un altro mondo possibile. È la storia di un contadino peruviano che, da solo, ha deciso di sfidare una grande azienda per proteggere la sua città, minacciata dallo scioglimento progressivo dei ghiacciai andini. Un uomo semplice, ma con le idee chiare che, per la prima volta nella storia, porterà in tribunale una multinazionale dell’energia per aver causato il cambiamento climatico.

Il Palcacocha è un lago montano delle Ande, situato sulla Cordillera Blanca a 4566 metri di altitudine. Si trova nel nord ovest del Perù, nella regione di Ancash, a soli 22 km dalla provincia di Huaraz,
Nel 1941 un pezzo di ghiacciaio si staccò, cadendo nel bacino e provocando un’enorme ondata di fango e detriti che — come nel Vajont — uccise 5 mila persone.Huaraz è una città in cui vivono 120 mila persone; essendo posta a oltre tremila metri sul livello del mare, sull’altipiano Callejón de Huaylas, è la meta di appassionati di montagna. Le attività principali sono il turismo e l’agricoltura.

Luciano Lliuya ha 37 anni, vive a Huaraz, occupandosi di agricoltura e arrotondando facendo la guida sui cammini di montagna. E proprio grazie al suo lavoro di guida si è reso conto della velocità in cui i ghiacciai intorno al lago Palcacocha si stiano sciogliendo.
Un problema che mette a rischio immediato soprattutto la sua città: per questo, insieme a suo padre, hanno partecipato alla conferenza sul clima di Lima nel 2014, parlando delle conseguenze dei cambiamenti climatici nella loro regione e dei rischi che potevano verificarsi, proponendo di far contribuire alle spese necessarie alla messa in sicurezza di Huaraz le aziende responsabili del surriscaldamento. A quel punto l’associazione ambientalista tedesca Germanwatch ha deciso di sostenerli.

Così, insieme, nel marzo del 2014 scrivono a Rwe chiedendo di contribuire economicamente con i lavori necessari a rendere sicura la zona del lago Palcacocha. Ad aprile il colosso dell’energia ha risposto dicendo che le richieste di Lliuya non avevano alcun fondamento legale.
Luciano e un pool di avvocati dell’associazione ambientalista GermaWatch hanno allora deciso di continuare per vie legali. A dicembre scorso il Tribunale di Essen, che si era occupato per primo della vicenda, aveva giudicato l’istanza inammissibile. Dopo altri tentativi, finalmente, il tribunale di Hamm si occuperà della faccenda.

Gli ambientalisti hanno calcolato che Rwe, che ha numerose centrali elettriche a carbone, produce lo 0,47 delle emissioni di gas serra mondiali e hanno chiesto alla società di pagare la quota corrispondente dei costi necessari per mettere in sicurezza Huaraz dal rischio inondazione, è cioè 17 mila euro, più i 6.384 che l’agricoltore ha già speso per proteggere dalle acque la sua casa. Rwe è il secondo produttore di energia elettrica in Germania: un portavoce della società ha dichiarato che «pur non essendo indifferenti al destino del signor Lliuya» ritengono «che un singolo non possa essere considerato responsabile di ciò che viene causato da innumerevoli attori in tutto il mondo». C’è da scommettere che tutte le corporation dell’energia si uniranno per contrastare questa causa: un’eventuale sentenza a favore di Lliuya avrebbe come sicura conseguenza quella di provocare cause analoghe in tutto il mondo, costringendo le aziende a rimborsare i danni del riscaldamento climatico per miliardi di euro. Adesso, dopo il dibattimento, toccherà ai giudici pronunciarsi.

Per la prima volta, Rwe, gigante tedesco dell’energia, dovrà difendersi in tribunale dall’accusa di essere uno dei maggiori produttori mondiali di anidride carbonica,contribuendo così a provocare il surriscaldamento globale,e sciogliendo il ghiacciaio sopra Huaraz, che rischia così di essere inondata dall’acqua.
«Si è fatta la storia del diritto» ha commentato l’avvocata di Lliuya, Roda Verheyen . «La Corte ha riconosciuto che il codice civile tedesco vale anche per coloro che causano i cambiamenti climatici. Con questa decisione — ha aggiunto Klaus Milke, presidente dell’associazione ambientalista Germanwatch, che assiste Lliuya nella sua battaglia legale— aumenta molto la pressione sulla politica e sui maggiori produttori di gas serra».

Germanwatch spera che la causa di Lliuya possa servire da modello. Non è l’unica di questo tipo: procedimenti simili sono stati intentati in California da alcune città e contee contro aziende petrolifere, mentre nelle Filippine gli attivisti hanno accusato 47 società minerarie e petrolifere di violare i diritti umani con le loro emissioni di gas serra.
«Le montagne hanno vinto — ha commentato Lliuya —. I laghi sono le lacrime delle montagne: la giustizia le ha ascoltate e ci ha dato ragione. Ora voglio tornare a casa sulle Ande e dire alla gente che ho potuto fare qualcosa per loro».

B the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

https://germanwatch.org/en/huaraz

https://germanwatch.org/en/13438

http://www.dolcevitaonline.it/luciano-lliuya-il-contadino-peruviano-che-sta-facendo-tremare-i-colossi-dellenergia-mondiale/

http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_14/contadino-peruviano-fa-causa-colosso-dell-energia-tedesco-cambia-clima-minaccia-mia-citta-3aab8b1a-c917-11e7-8a54-e86623f761be.shtml

https://en.wikipedia.org/wiki/Lake_Palcacocha

https://en.wikipedia.org/wiki/Huaraz