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L’importanza delle Tre Leggi dell’Ecologia

Sul blog di Green Idea Technolgies parliamo spesso delle abitudini di consumo di ciascun di noi e come queste abbiano ripercussioni sul pianeta e sul clima. Come vi abbiamo raccontato nell’articolo a proposito dell’Earth Overshoot Day, le risorse della Terra non bastano per tutti, e ogni anno cominciamo, sempre prima, a utilizzare quelle dell’anno successivo.
Esiste una teoria che spiega perché è tanto importante trovare un nuovo modello di sviluppo, più attento agli ecosistemi e alle diverse specie che abitano il pianeta.

Negli anni Settanta, alcuni scienziati individuarono le cosiddette “tre leggi dell’ecologia”, considerate essenziali per la sopravvivenza della biodiversità del Pianeta e dell’umanità. Nessuna specie può sopravvivere al di fuori di queste tre basilari e fondamentali leggi ecologiche, che sono:
La legge della diversità: la forza di un ecosistema dipende dalla diversità delle specie al suo interno: maggiore è questo numero più l’ecosistema viene considerato sano.
La legge dell’interdipendenza: tutte le specie sono interdipendenti tra loro.
La legge delle risorse limitate: vi sono limiti alla crescita e alla capacità portante dell’ambiente.

I nostri consumi e l’impatto ambientale che causano sul pianeta, si ripercuotono negativamente sui sistemi ecologici, che stanno collassando in tutto il mondo. L’inquinamento dei mari, l’abbattimento delle foreste, la pesca intensiva, l’allevamento, l’agricoltura, l’uso di combustibili fossili e l’estrazione di materie prime causa scompensi che a livello ecologico innescano reazioni a catena che arrivati a un certo punto sarà impossibile frenare. Pensare che ciò che accade al pianeta non avrà ripercussioni anche su di noi, è pura follia.

La macellazione di 65 miliardi di animali ogni anno, causa più gas serra della totalità del settore dei trasporti. Il settore agroalimentare è una vera e propria minaccia per il pianeta: oltre ai rischi della salute causati dai metodi industriali di allevamento e agricoltura. Uno studio svedese dimostra come, se non vengono introdotti cambiamenti rispetto ai sistemi e ai quantitativi di produzione, le emissioni di ossido di azoto dai terreni agricoli e quelle di metano dalle fattorie potrebbero raddoppiare di qui al 2070, il che renderebbe praticamente impossibile raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea e dall’Accordo sul Clima di Parigi, in termini di riduzione delle emissioni.

La pesca intensiva sta svuotando gli oceani, causando scompensi nell’equilibrio ecologico delle specie marine: l’aumento della popolazione di una specie porta a un maggiore uso delle risorse da parte della specie stessa, e questo porta alla riduzione della diversità di altre specie che, a sua volta, porta a una minore interdipendenza tra le specie.
Per fare un esempio pratico: la riduzione della popolazione di fitoplancton nei mari sta portando al declino di altre specie e ha causato un calo del 40 per cento della produzione di ossigeno dal 1950. La diminuzione delle popolazioni di balena ha contribuito a questo calo dal momento che gli escrementi delle balene sono una grande fonte di sostanze nutritive (in particolare ferro e azoto) per il fitoplancton.

Un altro esempio riguarda la moria delle api: la maggior parte del cibo di origine vegetale (frutta e verdura) scomparirebbe senza il loro contributo essenziale nell’impollinazione. I pesticidi e l’inquinamento ne uccidono ogni anno una cifra spropositata: se si pensa che questa sia fantascienza paranoica, basti guardare alla Cina. Qui, infatti, i livelli di inquinamento divenuti ormai famigerati, hanno fatto sparire le api da alcune zone, costringendo gli agricoltori ad assumere personale che, a mano, impollina i fiori degli alberi da frutto e delle verdure.

L’essere umano esiste e si è affermato come specie dominante del pianeta grazie al contributo geo-ingegneristico di milioni di specie diverse: dai batteri alle balene, dalle alghe alle sequoie.
Per questo è così importante invertire la rotta e pensare un modello di sviluppo che tenga conto della biodiversità, in ogni suo più piccolo aspetto. Quando compri un prodotto, informati sui metodi di produzione, sulle modalità di trasporto e la condizione dei lavoratori: cerca sempre di preferire prodotti biologici e a km 0.

Abbiamo il potere di condizionare il mercato. Finché accetteremo senza informarci i metodi che le aziende usano perché più economici, le cose non cambieranno. Ma se queste stesse aziende vedranno bilanci in negativo perché i consumatori hanno preferito competitors più etici, si adegueranno alle tendenze per non perdere clienti e fatturato.

Be the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi