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Io Penso Circolare – Green Idea Technologies a Torino

Venerdì scorso a Torino si è svolta la premiazione di “Io penso circolare”, il concorso promosso da La Stampa-Tuttogreen (magazine dedicato all’ambiente e alla sostenibilità del quotidiano torinese) e Aquafil (azienda leader nella produzione di fibre in nylon rigenerato).
Nella sala conferenze del Circolo della Stampa di Corso Stati Uniti, il direttore Maurizio Molinari e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti hanno consegnato il premio destinato alle start-up e ai centri di ricerca, selezionati tra 46 candidati, fra cui comparivamo anche noi di Green Idea Technologies.

La giuria del premio era composta dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari, dal coordinatore di La Stampa-Tuttogreen Roberto Giovannini, dal giornalista Antonio Cianciullo, dal presidente di Aquafil Giulio Bonazzi, da Gianluca Baldo, socio fondatore di Life Cycle Engineering e da Alessandra Astolfi di Ecomondo.

Il primo premio, per quanto riguarda le start-up, è stato assegnato a Enerpaper, startup dell’I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino che ha vinto con un progetto sulla produzione di materiale isolante per edilizia utilizzando scarti di produzione della carta.
Invece, tra gli enti di ricerca è stato valutato come miglior progetto quello della Bio-Raffineria del futuro (Università di Trento), che permette di convertire gli scarti organici umidi in bio-combustibile e bio-plastiche.

Il centro di ricerca vincitore ha ricevuto un premio di 3mila euro, mentre la startup prima classificata potrà usufruire di una consulenza di tre mesi da parte della Life Cycle Engineering (Lce), società specializzata nelle analisi del ciclo di vita del prodotto e delle performance ambientali.

Interessanti, nel corso dello svolgimento dell’evento, le parole del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha accennato più volte all’importanza di adottare i valori dell’economia circolare (di cui abbiamo parlato anche qui), come strumento contro il surriscaldamento globale e le disuguaglianze.
Ha infatti insistito sull’importanza di ripensare la catena produttiva a partire dal design dei prodotti, per far sì che, alla fine del suo ciclo di vita, qualsiasi bene possa essere ancora considerato come una risorsa e non come un rifiuto: “Non parliamo solo di ambiente – ha detto – ma soprattutto di competività. L’economia circolare non è solo riciclo; bisogna rivedere ogni passaggio della produzione per poter risparmiare: quali design, quali materie prime, come riutilizzare gli scarti…”.

Ha poi accennato al problema dell’inquinamento da polveri sottili che riguarda le grandi metropoli italiane definendo critica la situazione. A tal proposito ha parlato del piano comune presentato dai rappresentanti delle regioni della Pianura Padana che, entro l’estate, verrà messo in pratica e che punterà su efficienza energetica, divieto di circolazione per le auto inquinanti, investimenti in energia.

Inoltre, si dice preoccupato rispetto ai differenti standard qualitativi e ambientali delle economie emergenti: “Siamo in un momento di transizione e chi ne rimane fuori, rimane fuori dalla competività. Povertà, disuguaglianze, immigrazione, cambiamenti climatici… Sono tutte sfide da raccogliere: la nostra industrializzazione ha rapinato di risorse e ha spesso causato inquinamento nei paesi più poveri. Adesso è giunto il momento di usare la tecnologia per provare a porre rimedio a quasi due secoli di sfruttamento e schiavitù”.
Poi continua: “E’ inutile costruire muri per difendere il nostro piccolo benessere. Questa è una partita in cui o si vince tutti, o si perde tutti insieme”.

Andrea Federigi