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First 2 Run – La bioeconomia del Cardo

Sul blog di Green Idea Technologies abbiamo dedicato molto spazio a un materiale che ci circonda in quasi ogni sfera del nostro vivere quotidiano: la plastica.
Vi abbiamo raccontato la sua storiadei problemi relativi all’inquinamento marino e ai tash vortex negli oceani, e vi abbiamo presentato alcune soluzioni, come il progetto The Ocean CleanUp.

Oggi ci piacerebbe affrontare l’argomento da un’altra angolazione: quella della bioeconomia.
In Sardegna, a Matrica, nei pressi di Porto Torres, è stato avviato First 2 Run, un progetto che punta a dimostrare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale di una bioraffineria integrata altamente innovativa, in cui colture oleaginose a basso input (per esempio il cardo), coltivate in zone aride o marginali, vengono impiegate per l’estrazione di oli vegetali da convertire attraverso processi chimici in bio-monomeri per la formulazione di biolubrificanti, cosmetici, plastificanti e bioplastiche.

La bioeconomia è una teoria economica proposta da Nicholas Georgescu-Roegen per la creazione di un sistema ecologicamente e socialmente sostenibile. Qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità di produrre nuove merci. Inoltre, nel processo economico anche la materia si degrada, ovvero diminuisce tendenzialmente la sua possibilità di essere usata in future attività economiche: una volta disperse nell’ambiente le materie prime precedentemente concentrate in giacimenti nel sottosuolo, queste possono essere reimpiegate nel ciclo economico solo in misura molto minore e a prezzo di un alto dispendio di energia. Materia ed energia, quindi, entrano nel processo economico con un grado di entropia relativamente bassa e ne escono con un’entropia più alta. Da ciò deriva la necessità di ripensare radicalmente la scienza economica, rendendola capace di incorporare il principio dell’entropia e in generale i vincoli ecologici.

Partendo da queste basi e ideologiche e dai concetti dell’economia circolare, Novamont, in collaborazione con quattro imprese e un’università, ha avviato il progetto First 2 Run, che prevede la realizzazione di bioprodotti ottenuti dalla trasformazione chimica della pianta del cardo, coinvolgendo in una rete di pratiche virtuose tutti i processi della filiera, dalla coltivazione fino alla sintesi.

Nelle intenzioni dei promotori, il progetto creerà nuovi posti di lavoro, specialmente nelle zone rurali, scoraggiandone l’abbandono. First 2 Run offrirà ai cittadini europei prodotti nuovi, sostenibili e realizzati localmente. Le industrie bio-based aumenteranno la competitività dei Paesi dell’Unione attraverso la reindustrializzazione e la crescita sostenibile, con la creazione di nuove catene di valore ottenute attraverso l’interconessione di settori diversi.

Nel contesto di Horizon 2020, la partnership pubblico-privato tra Unione europea e consorzio delle industrie bio-based, “Bio-based industries joint undertaking” prevede investimenti nel settore dei prodotti bio-based nel periodo 2014-2020 pari a 3,7 miliardi di euro, di cui 975 milioni saranno resi disponibili dalla Ue mentre Bic contribuirà con 2730 milioni di euro. Complessivamente i progetti finanziati in questa prima fase sono 10. Tra gli altri, il progetto di Novamont è stato finanziato con un fondo perduto di 17 milioni di euro.

I co-prodotti della filiera saranno valorizzati per la produzione di mangimi animali, altri prodotti chimici a valore aggiunto e energia da scarti per aumentare la sostenibilità della catena del valore. Standardizzazione, attività di certificazione e divulgazione saranno parti integranti del progetto così come lo studio dell’impatto sociale dei prodotti provenienti da fonti rinnovabili.

“Siamo molto orgogliosi di questo risultato perché economia circolare e bioeconomia, se inserite all’interno di un modello di sviluppo sistemico, possono rappresentare una straordinaria opportunità di crescita economica eoccupazionale in Europa e nel nostro Paese”, ha dichiarato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, e continua: “Puntare sulle materie prime rinnovabili in ottica di rigenerazione territoriale significa dare centralità alle specificità dei territori secondo un approccio integrato e multisettoriale, garantendo produzioni ambientalmente virtuose e rispettose degli ecosistemi”.

B the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

http://www.novamont.com/profilo-aziendale

http://www.novamont.com/comunicati-stampa

https://it.wikipedia.org/wiki/Bioeconomia

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/07/01/first2run-17-milioni-dall-ue-per-il-progetto-coordinato-da-novamont/44751

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/31239/mercati-e-imprese/novamont-finanziamento-europeo-per-first2run

http://www.agrinews.info/news/ambiente-e-territorio/bioraffineria-sostenibile-il-progetto-novamont-riceve-17-milioni-di-finanziamento-2/01