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Esperimenti di Economia Circolare – La Svezia

Sul blog di Green Idea technologies, vi abbiamo già parlato di economia circolare,e di alcune delle misure legislative portate avanti in Europa per favorire questo modello di sviluppo. Con questo articolo, ci piacerebbe parlarvi dell’esperienza di uno dei paesi più virtuosi in Europa per quanto riguarda le politiche ambientali: la Svezia.

A giudicare dall’azione legislativa intrapresa negli ultimi anni, sembra d’importanza focale, per l’Unione Europea, chiarire una volta per tutte il concetto secondo cui il rifiuto è una risorsa da riutilizzare, non qualcosa da stoccare scavando un buco in una montagna (che come soluzione ricorda in maniera buffa quella della polvere sotto al tappeto).

Tra le azioni legislative che l’Unione Europea ha approvato in materia di Economia Circolare, alcune prevedono che:

  • almeno il 70% dei rifiuti urbani venga riciclato o preparato per il riutilizzo;

  • i rifiuti alimentari e gli sprechi vengano ridimensionati del 30% entro il 2025, del 50% entro il 2050;

  • l’utilizzo dei materiali da imballaggio (plastica, carta, cartone, vetro, metallo e legno) debba diminuire dell’80%;

  • solo il 5% dei rifiuti finisca in discarica.

Inoltre, secondo un emendamento approvato alla proposta di direttiva relativa ai rifiuti “sulla base delle notifiche degli Stati membri e dell’evoluzione della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, la Commissione dovrebbe rivedere periodicamente le linee guida sull’interpretazione delle disposizioni chiave della direttiva 2008/98/CE, al fine di migliorare, allineare e armonizzare i concetti di rifiuti e sottoprodotti negli Stati membri”. Sostanzialmente, per offrire agli operatori una maggiore certezza sulle sostanze o sugli oggetti considerati rifiuti e per promuovere pari condizioni di concorrenza,”è importante stabilire norme chiare in base alle quali le sostanze o gli oggetti sono considerati sottoprodotti e i rifiuti sottoposti a un’operazione di recupero cessano di essere considerati tali”.

La Svezia è uno stato dell’Unione Europea, situato nella penisola scandinava. È il quarto paese più esteso d’Europa, estendendosi per 449.964 km². La popolazione si concentra perlopiù nelle città principali, mentre nel resto del paese si registrano tassi di densità piuttosto bassi.

Il territorio interno è per buona parte occupato da foreste. Sono presenti molte risorse naturali (legname, ferro, acqua) e grazie allo stato sociale tipico di questa nazione, la popolazione gode di uno degli stili di vita migliori al mondo. Questo è un dato interessante, soprattutto se si pensa che, fino al XIX secolo, la Svezia era uno dei paesi più poveri d’Europa. Grazie al successivo sviluppo dei trasporti si poté implementare lo sfruttamento delle risorse naturali, così da favorire un rapido sviluppo economico.

In Svezia, oltre il 60% del territorio è ricoperto dalle foreste, mentre il 7% è destinato alle aree coltivate. Il restante 33% è occupato da ghiacci, torbiere e tundra.

Il rispetto e l’attenzione nei confronti dell’ambiente, sono valori molto importanti nel paese scandinavo, e, in Europa, può essere preso a esempio volendo sottolineare i vantaggi di un economia capace di trasformare i rifiuti in risorse.

Le politiche intraprese hanno lo scopo di mantenere l’ambiente il più integro possibile: per esempio, laddove gli alberi vengono abbattuti si procede a politiche di riforestazione.

Ad oggi, la Svezia è il Paese più efficiente per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, tanto da doverne importare diverse tonnellate da altri Paesi per mantenere attivi gli impianti. Infatti, grazie a politiche che incoraggiano il riciclo e all’uso di termo-valorizzatori a basse emissioni, hanno diminuito tantissimo l’impatto dei rifiuti che finiscono in discarica: dal 2011 a oggi, infatti, meno dell’1% dei rifiuti svedesi sono finiti in discarica. Un esempio per molte altre nazioni europee, Italia compresa, che non riescono a competere con questi standard e che devono adeguarsi alla normativa europea approvata lo scorso marzo.

La raccolta differenziata e il riciclaggio in Svezia funzionano così bene che da alcuni anni la nazione scandinava deve importare rifiuti dall’estero per mantenere in attività gli impianti di riciclaggio.

Questo viene reso possibile dal riciclo e, per la maggior parte, dai termovalorizzatori a basse emissioni, i quali permettono di produrre enormi quantità di energia (3 tonnellate di rifiuti = 1 tonnellata di olio combustibile). Basti pensare che l’energia prodotta dalla spazzatura, rifornisce 950.000 abitazioni in tutta la Svezia. Anche se la Swedish Environmental Protection Agency assicura che i progressi tecnologici consentono di ridurre al minimo le emissioni di diossina nell’aria, questo sistema di valorizzazione dei rifiuti, non è esente da critiche…

Il sistema di raccolta dei rifiuti sviluppato nella nazione nordica si fonda su aziende private che importano e inceneriscono i rifiuti per ottenere l’energia che viene gestita dal distributore pubblico. Anche se ottenere energia dalla spazzatura potrebbe sembrare vantaggioso, in questo modo, molti dei rifiuti svedesi (e dei paesi da cui li importano) finiscono negli inceneritori, eliminando di fatto materiali che potrebbero essere nuovamente utilizzati. La soluzione di importare rifiuti dalle altre nazioni europee è, infatti, solo temporanea e la Svezia punta a rendersi autosufficiente grazie all’energia ottenuta dalle biomasse.

Per questo, il governo vuole scoraggiare i cittadini svedesi a fare la semplice raccolta differenziata e spingerli, invece, verso il riuso, la riparazione e il riciclaggio.

A questo proposito è stata promulgata una legge che premia chi inquina meno e ricicla di più: secondo il provvedimento, entrato in vigore quest’anno, l’imposta sul valore aggiunto (Iva) sarà ridotta dal 25 al 12% per la riparazione di tessuti, scarpe e bici. Inoltre, chi fa riparare potrà scaricare la riparazione nella sua dichiarazione dei redditi.

Il ministro delle Finanze svedese, Per Bollund, riguardo a questa misura ha dichiarato: “Potrebbe abbassare notevolmente i costi e quindi rendere più ragionevoli le spese dei cittadini. Credo che stia avvenendo un grande cambiamento in Svezia. C’è una maggiore consapevolezza, dobbiamo far durare le cose più a lungo al fine di ridurre il consumo di materiali”.

In questo contesto, ha anche aperto il primo centro commerciale specializzato nella vendita di prodotti di seconda mano: non un semplice negozio dell’usato, ma un vero e proprio grande magazzino, con 14 negozi e un ristorante (biologico e a km zero). È il Re Tuna Recycling Gallery, si trova a circa un’ora e mezzo da Stoccolma e ci si può trovare vestiti, mobili, computer, materiali edili e altre apparecchiature: gli obiettivi sono promuovere il consumo critico e favorire l’economia circolare. Il centro è di proprietà comunale, ma i negozi sono gestiti da imprese private e sociali, per offrire opportunità alle start-up del mondo dell’artigianato.

È molto curioso il modo in cui funziona: chi ha un oggetto di cui vuole disfarsi può portarlo qui e lasciarlo nello spazio dedicato. Qui gli impiegati provvedono a selezionare cosa può essere riutilizzato, per poi riparare e rimettere sul mercato tutto ciò che può avere una seconda vita. “Le persone che lasciano qui le proprie cose usate – scrivono sul sito – devono sentire di aver fatto qualcosa di buono per l’ambiente”.

Come se non bastasse, al suo interno vine anche organizzato un corso annuale di “progettazione, riciclo e riuso”.

L’esempio svedese dimostra che un cambio radicale di paradigma sulla questione rifiuti è possibile, oltre che doveroso. Sicuramente l’esperienza scandinava non è certo scevra di problemi, soprattutto legate alle emissioni di co2 causate dai termo-valorizzatori, ma dimostraanche che è possibile trasformare i rifiuti una risorsa: ricordiamo infatti che solo l’1% dei rifiuti svedesi finisce nelle discariche, trasformandosi per la maggior parte in energia elettrica.

Ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare.

Be the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

http://www.lastampa.it/2014/11/07/scienza/ambiente/inchiesta/i-rifiuti-sono-un-vero-affare-almeno-per-gli-svedesi-eS6vmHafVwyM8lyf5maHNP/pagina.html

http://www.riusa.eu/it/notizie/2016-svezia-riciclo.html

https://www.tpi.it/mondo/europa/svezia/riciclaggio-svezia-importare-rifiuti/#r

http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/best_practice/2017/05/11/nasce-in-svezia-il-primo-centro-commerciale-del-riciclo_ff43b9a5-ade5-4877-b136-d8380099ee55.html

http://www.huffingtonpost.it/2016/12/13/svezia-combustibili-fossili-addio-rifiuti-ricilo_n_13599968.html

https://www.certifico.com/news/22-news-generali/3831-rifiuti-parlamento-europeo-approva-risoluzioni-economia-circolare