Be the change.
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Cambia il Mondo! (1Miliardo di alberi alla volta)

Ricordate quando vi avevamo parlato dell’importanza delle foreste per il nostro pianeta in questo (http://greenideatech.com/foreste-la-terra-che-respira) articolo del blog di Green Idea Technologies?

Negli ultimi quindici anni, la deforestazione ha distrutto quasi 130 milioni di ettari boschivi, come sottolineato da alcuni dati della FAO.

La richiesta alimentare per sfamare 7 miliardi di persone impone la conversione di milioni di ettari di boschi e foreste in aree agricole, aumentando il peso dell’inquinamento atmosferico, incrementando desertificazione esiccità. Come vi abbiamo raccontato in altri articoli del blog di Green Idea, la causa principale è l’allevamento intensivo, che non solo richiede enormi appezzamenti di terreno per i pascoli e ingenti quantità di acqua, ma rende necessaria anche la coltivazione di foraggio, destinando così suolo agricolo e forestale alla produzione per il sostentamento animale.

La continua richiesta di legname, l’estrazione mineraria in Amazzonia e nelle foreste vergini del Canada, sta compromettendo la sopravvivenza del nostro pianeta: infatti, gli alberi non solo producono l’ossigeno che respiriamo, ma sono importantissimi anche per la regolazione climatica e la concentrazione dell’umidità, giocando un ruolo fondamentale anche nell’influenzare le precipitazioni. Il grosso problema è che i programmi di riforestazione non riescono a stare dietro ai ritmi frenetici con cui il patrimonio boschivo planetario viene distrutto: difficoltà, rischi, tempistiche e costi impediscono un equilibrio tra estrazione e rimboschimento. Inoltre le leggi di tutela delle aree verdi non impediscono ad aziende senza scrupoli di distruggere alberi secolari. (Di questi giorni è la petizione di Greenpeace per difendere la Foresta Boreale dalle multinazionali della carta che potete firmare qui).

Durante la Cop21, i principali Capi di Stato hanno commissionato un intervento per risanare 350 milioni di ettari di terreno entro il 2030, con piani di investimento mirati sulle nuove tecnologie.

Le nuove frontiere della bioingegneria promettono l’unica risposta che potrebbe concretamente fungere da soluzione: una contro-azione su scala globale.

Di questo parere è l’ingegnere Lauren Fletcher, CEO e fondatore di BioCarbon Engineering, dopo 20 anni passati alla NASA: “Pianteremo un miliardo di alberi ogni anno! Un intervento su larga scala è l’unico modo per ribaltare il trend negativo e dare il via a un effettivo cambiamento globale cercando di porre rimedio a tutti i danni di cui noi uomini siamo responsabili”.

La soluzione innovativa proposta da BioCarbon Engineering prevede lasemina di precisione di alberi con i droni: stando ai dati forniti dall’azienda, si riuscirebbero a piantare fino a 100 mila alberi al giorno, riducendo i costi rispetto alla piantumazione tradizionale dell’85%.

Con questo progetto, BioCarbon Engineering ha vinto la categoria Ambiente del Global Grand Challenges Award della Singularity University: il premio, assegnato i primi di settembre, è tra i riconoscimenti più significativi per i progetti mirati a combattere le grandi sfide globali dei nostri tempi con la tecnologia.

Ma come funziona il metodo sviluppato da Fletcher?

La piantumazione di alberi avviene in due fasi: mapping e semina.

Un primo drone ad ala fissa viene fatto volare sull’area dove verranno piantati gli alberi: studiando le immagini satellitari, vengono raccolti dati sulle condizioni del terreno, per stabilire possibili ostacoli, zone rocciose e zone favorevoli alla semina e per quali tipologie di pianta.

Dopo aver elaborato i dati raccolti con appositi software, questi vengono reimmessi nel computer di bordo del drone che provvede alla semina vera e propria.

Un drone a elica, volando a una quota di 2/3 metri dal suolo, lascia cadere a terra, in punti precisi geo-referenziati, i semi delle piante, avvolti in contenitori composti di materiale altamente biodegradabile in cui sono presenti anche sostanze nutritive per gli alberi.

Il primo progetto della BioCarbon Engineering dovrebbe partire a breve in Sud Africa, a cui dovrebbero seguirne altri in Asia e Sud America. Questa fase iniziale del progetto, serve per testare il sistema in luoghi diversi e con differenti condizioni climatico-ambientali al fine di capire come affrontare le problematiche da caso a caso.

Esistono diverse tecniche per piantare gli alberi: la semina a mano e la semina aerea, ma entrambe presentano dei limiti. Quella a mano è molto lenta e costosa, e inoltre alcune zone sono difficilmente raggiungibili. Per quanto riguarda la seconda, presenta un’elevata dispersione di semi che va a incidere pesantemente sui costi e non riesce ad assicurare la totale efficacia della tecnica.

La semina di precisione effettuata coi droni, aumenta il tasso di assorbimento dei semi da parte del terreno, velocizza il lavoro e abbassa i costi. La piantumazione su larga scala non è una novità: dal 2013, infatti, il governo thailandese lancia bombe di semi sulla foresta di Phitsanulokper contrastare la deforestazione che in quest’area ha visto scomparire centinaia di migliaia di ettari di boschi, minacciando interi ecosistemi.

Ultimamente, l’uso dei droni nelle questioni ambientali sta affermandosi sempre più. Anche in Italia, a Mestre, Coldiretti eConfindustria Veneto, hanno coinvolto 50 agricoltori veneti in un corso di formazione proprio sulla semina di precisione.

Possono la creatività e la tecnologia salvarci da noi stessi?

B the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

https://www.biocarbonengineering.com/

-http://www.dolcevitaonline.it/usare-i-droni-per-riforestare-il-pianeta/

-http://www.natifly.com/it/droni-semina-alberi/

-http://www.rinnovabili.it/ambiente/droni-deforestazione-333/

– http://nonsoloambiente.it/ambiente/droni-la-nuova-frontiera-della-riforestazione/