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Abitare sostenibile? Qualche consiglio da Green Idea

Negli ultimi anni sembra essere sempre più diffusa l’attenzione nei confronti dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità. Nella vita di tutti i giorni sono tanti i piccoli gesti che possono aiutare a ridurre l’impatto che ognuno ha sul pianeta e sulle sue risorse, come usare lampadine led o a basso consumo energetico, preferire la bicicletta o i mezzi di trasporto pubblici all’auto, ridurre il consumo di carne e preferire i cosiddetti “prodotti a chilometro zero”.

Uno degli aspetti più interessanti di questa tendenza “green”, è sicuramente lo sviluppo che sta vedendo protagonista l’edilizia sostenibile: sempre più persone sognano e progettano di vivere in case eco-sostenibili, capaci di ridurre l’impatto ambientale, l’inquinamento e, in alcuni casi, addirittura di rendersi indipendenti, o quasi, dal punto di vista energetico. Sensibilità ambientale, attenzione al risparmio e miglioramento della qualità della vita sono le tre caratteristiche che sembrano avvicinare le persone a questo nuovo modo di vivere la propria casa.

Ma quali sono i passi da compiere in caso qualcuno volesse costruire un’abitazione di questo tipo? Cosa è necessario considerare prima di realizzare il progetto? Quali sono i materiali migliori da impiegare? E le soluzioni ottimali per ridurre gli sprechi?
Qualche consiglio di Green Idea Technologies per chi, tra voi, è incuriosito dalle novità offerte dal mercato sostenibile in campo edilizio, in cui cerchiamo di fornirvi tutti le informazioni necessarie a prendere una scelta mirata e consapevole.

Il primo fattore da tenere presente è un’attenta scelta dell’area in cui sorgerà la nostra abitazione, che dovrà essere sottoposta ad alcune misurazioni biogeologiche: è necessario osservare la morfologia del terreno, la distribuzione dei venti e delle acque, l’esposizione al sole. Dati che si rivelano particolarmente importanti, riguardano inoltre l’analisi dei campi magnetici e della radioattività del terreno su cui si andrà a costruire (ad esempio un’area con una forte presenza di rocce vulcaniche, avrà alti livelli di radioattività). Altro aspetto su cui focalizzare l’attenzione è la possibilità di immagazzinare e riutilizzare le acque meteoriche (pioggia e neve) e quelle bianche: l’analisi di tutti questi dati ci permetterà di individuare le strategie migliori per evitare il maggior numero di sprechi.

In secondo luogo, si dovrà procedere con la scelta dei materiali: Karl E. Lotz, uno dei padri dell’economia sostenibile, ha detto che “la casa è la terza pelle dell’uomo” e che, per questo, era necessario costruire “abitazioni che respirassero”. Con questo intendeva criticare la scelta dei materiali nell’edilizia tradizionale: a partire dagli anni 70 si cominciarono a usare prodotti derivati del petrolio per isolare, ottenendo spesso risultati negativi a causa degli alti livelli di umidità, dannosi per le vie respiratorie.
Materiali come l’argilla e il legno, al contrario, catturano l’umidità nell’aria rilasciandola solo in un secondo momento, evitando, ad esempio, la nascita di muffe e condense sulle pareti. Inoltre è importante non utilizzare prodotti che abbiano un alto impatto ambientale e che non siano dannosi per la salute di chi vivrà nella casa, né di chi la costruirà.

Come ultimo elemento da prendere in considerazione, non certo per importanza, troviamo la produzione e il consumo di energia: sfruttare il sole e i venti per avere una casa fresca d’estate e calda d’inverno, prevedere l’uso di pannelli fotovoltaici e fototermici per produrre elettricità e riscaldare l’abitazione, sfruttare la vegetazione circostante per mitigare il clima e diminuire l’inquinamento acustico.

Di seguito vi proponiamo quelli che consideriamo gli esempi migliori di edilizia ecologica, ponendo l’accento, oltre che sull’effettiva sostenibilità delle costruzioni, anche sul costo complessivo delle opere prese in considerazione.

Irish Vernacular
L’architetto irlandese Dominic Stevens, dopo il divorzio, aveva solo 25.000 euro e poco tempo a disposizione per individuare una soluzione abitativa che lo soddisfacesse: ha quindi puntato tutto su materiali low-cost, a basso impatto ambientale e semplici da lavorare. In soli 50 giorni lavorativi è riuscito a costruire una casa confortevole, calda d’inverno e, soprattutto, sostenibile: realizzando sia gli esterni che gli interni in legno, sfruttando al meglio l’esposizione al sole, isolando le pareti con una schiuma a base di soia, è riuscito a riscaldare le tre camere da letto, il soggiorno e la cucina con un solo termosifone elettrico. Un risultato incredibile se si pensa al rigido inverno irlandese, in cui le temperature scendono fino a -15°.

Pop-Up House
Ideata dallo studio marsigliese MultipodPop-Up House può essere montata facilmente in quattro giorni da un team di sole quattro persone, usando esclusivamente un semplice cacciavite: si tratta di una costruzione passiva in cui è presenta un’ossatura di legno su cui vengono applicati dei pannelli isolanti in polistirolo riciclato, che permettono addirittura di non usare riscaldamento nelle aree dal clima più mite (come nel sud della Francia, dove questo tipo di abitazioni è stato progettato). Il sistema di montaggio a vite lunga permette di smontare e riciclare completamente i componenti di questa abitazione, e anche il costo è molto competitivo: infatti, la spesa complessiva, dovrebbe attestarsi intorno ai 200 euro/ mq.

Wikkelhouse
Lo studio olandese Fiction Factory offre una soluzione davvero particolare per chi vuole vivere in una casa eco-sostenibile: composta da blocchi in cartone, Wikkelhouse è altamente personalizzabile secondo le diverse esigenze e progettata per durare tra i 50 e i 100 anni.
La garanzia della resistenza di questa costruzione è data proprio, per assurdo, dal materiale usato: 24 strati di cartone di alta qualità costituiscono il rivestimento della struttura, che viene fissato con una supercolla ecologica e, successivamente, trattato con una pellicola impermeabile.
Ogni Wikkelhouse è composta da moduli assemblabili, ognuno lungo 1,2 metri, offrendo quindi una grande varietà di scelta adattabili alle esigenze del costruttore.
I suoi realizzatori sostengono si tratti di un edificio 3 volte più sostenibile rispetto alle normali soluzioni residenziali, può essere montata in un solo giorno su diversi tipi di terreno grazie al fatto di non avere bisogno di fondamenta, è completamente riciclabile e offre un ottimo isolamento termico. Il costo della versione base della Wikkelhouse, composta da tre locali, si aggira intorno ai 25.000 euro.

Livinghome C6.1
Un’altra soluzione interessante è offerta dallo studio statunitense Livinghomes, reso celebre dal forte impegno perpetuato durante la ricostruzione di New Orleans, a seguito dei danni causati dall’uragano Katrina. Si tratta di abitazioni prefabbricate a emissioni zero, personalizzabili, costruite con materiali naturali, adattabili a impianti specifici per la produzione di energia rinnovabili.
In particolare, il modello C6.1, è composto da soggiorno, cucina, bagno e tre camere da letto. È dotato di impianto fotovoltaico, impianto solare termico e anche un sistema di depurazione delle acque grige. Il costo totale si aggira intorno ai 170.000 euro, tutto incluso.

-Andrea Federigi

Per approfondire:

http://cercocasa.bo.it/files/documenti//carla//ermes_ecocasa.pdf
http://www.irishvernacular.com/
http://www.popup-house.com/
http://www.wikkelhouse.com/#home
http://www.livinghomes.net/homesCommunities.html