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Esperimenti di Economia Sacra - Intervista a Domingo Noguera

Avevamo già parlato dell'importanza dei valori dell'economia circolare, dei prodotti ricondizionati e di come Green Idea Technologies abbia basato la propria attività sulla volontà di creare una scelta eco-sostenibile in campo informatico e di come abbiano intrapreso studi in sinergia sul Life Cycle Assessment e le emissioni di CO2.
Abbiamo deciso di fare una chiacchierata con il CEO e fondatore di Green Idea, Domingo Noguera, per capire meglio su cosa si fonda l'offerta di questa Società Benefit.

Su cosa si basano i vostri studi sulle emissioni di CO2? Perché, secondo te, è così importante valorizzare il mercato informatico eco-sostenibile?
Da un decennio circa si sono sviluppate filiere di prodotti informatiche a basso impatto ambientale, ma si trattava perlopiù di filiere artigianali. In prima battuta, infatti le grandi aziende del settore non hanno dato importanza a questo fenomeno, lasciando che il mercato si sviluppasse senza interessarsene. Per motivi economici, col passare del tempo, il movimento è cresciuto e anche le aziende leader del mercato hanno cominciato a occuparsi dei primi studi sul life-cycle (il ciclo di vita) dei prodotti informatici, confrontando prodotti originali con quelli ricondizionati o rigenerati: da tali studi emergeva che l'acquisto di ricondizionato portava ad un impatto ambientale in termini di emissioni di CO2 addirittura maggiore rispetto a quello di un prodotto nuovo.
Quest'idea si basava sul fatto che, mentre i meccanismi di produzione del mercato tradizionale potevano godere di infrastrutture tecnologizzate già predisposte, nel caso dei prodotti a basso impatto ambientale queste strutture risultavano carenti, e il loro costo ambientale non avrebbe giustificato la loro messa in atto.
Quello che vorremmo dimostrare con i nostri studi, basati su ricerche e pubblicazioni provenienti da importanti università europee, è che invece l'utilizzo di prodotti ricondizionati è effettivamente un'alternativa a basso impatto ambientale. Sullo studio delle quattro fasi di vita di un prodotto si evince che si può ottenere un risparmio dal 25% al 55% di emissioni di CO2 sostituendo la pre-produzione e la produzione con il ricondizionamento. Stiamo conducendo un'analisi molto approfondita confrontando tra loro dati dell'Unversità di Kalmar, della Commissione dell'Unione Europea, di alcuni istituti di scienze e tecnologia e di altre università del Regno Unito.
La Comunità Europea sta puntando molto sui valori dell'economia circolare per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 e i successivi: dimostrare che la scelta di un prodotto può determinare un risparmio dal punto di vista ambientale senza rinunciare alla qualità, è essenziale. L'obiettivo è che tutte le filiere di mercato diventino circolari. Gli studi di Green Idea sono così importanti perché è importante individuare una scelta eco-sostenibile anche nel settore informatico. Il tasso di crescita della popolazione mondiale è in continuo aumento, così come il consumo di dispositivi informatici. Sensibilizzare il pubblico su questo tema è importantissimo. Basti pensare solo che nei suoi cinque anni medi di vita, un I-mac produce una tonnellata e mezzo di CO2.

Recentemente avete deciso di inserire nelle vostre fatture una voce molto particolare e innovativa: la compensazione ottenuta grazie ai vostri servizi. Cosa vi ha portato verso questa scelta? Vi ha ispirato qualcosa in particolare?
Crediamo che sempre di più, in futuro, le aziende dovranno prendere in considerazione non solo il costo effettivo della produzione di un bene/servizio, ma anche tutte quelle voci relative al prezzo ambientale e sociale che la produzione di quel bene ha comportato nelle fasi di pre-produzione, produzione, uso e smaltimento. Le aziende hanno la responsabilità di compensare il danno che hanno creato. Per questo abbiamo studiato il problema e abbiamo deciso di arrivare al 100% di compensazione, per questo abbiamo deciso di inserire questa voce nelle nostre fatture.
Charles Eisenstein in Sacred Economy ha proposto questa visione del processo produttivo in cui le aziende dovrebbero farsi carico delle proprie esternalità negative e, insieme ad altri autori, ci ha ispirato con il lavoro di Green Idea. In questo libro parla, per appunto, dell'idea secondo cui le aziende dovrebbero prevedere ogni costo ambientale e sociale che la loro attività provoca e, quindi, compensarlo. Crediamo che qualcosa del genere tra 20 o 30 anni sarà obbligatorio, perché i nostri stili di consumo attuali sono insostenibili. Ci piacerebbe riuscire ad anticipare i tempi.

Quante emissioni di CO2 vengono compensate con i prodotti Green Idea? Come?
Con i prodotti Green Idea Technologies, riusciamo a garantire al cliente finale una compensazione del 100% delle emissioni di CO2. Questa compensazione avviene in due diversi momenti.
Nel primo, col risparmio energetico in emissioni di CO2 derivato dal ricondizionamento e dalla rigenerazione dei componenti interni dei devices informatici. Il Life Cycle Assessment (valutazione del ciclo di vita, in italiano) di un prodotto informatico prevede principalmente quattro fasi: produzione, assemblaggio e confezionamento, uso e smaltimento. Sostituendo di fatto le prime due con il ricondizionamento dei prodotti certificati GIT, si riescono a ridurre le emissioni di CO2 di una percentuale che varia tra il 25 e il 55% rispetto a un nuovo apparecchio.
Per arrivare a colmare il restante gap in termini di emissioni, abbiamo deciso di affidarci alla piantumazione di alberi.
Grazie agli studi che abbiamo svolto possiamo stimare per ogni nostro cliente quante sono le emissioni di CO2 già risparmiate con l'acquisto dei nostri prodotti e quante dobbiamo ancora compensarne con gli alberi. Per farlo, usiamo una piattaforma digitale certificata dal Ministero dell'Ambiente, Treedom: sul loro sito si possono piantare alberi per conto terzi. I nostri clienti possono geo-localizzare e monitorare i loro alberi, fin dal momento in cui vengono seminati. Ci piacerebbe riuscire a creare una vera e propria foresta di Green Idea.
Inoltre, abbiamo da poco aperto sul nostro sito (www.greenideatech.com) un'area riservata dove i nostri clienti avranno accesso a tutta la documentazione relativa alla tracciabilità ambientale delle nostre affermazioni: i nostri studi ambientali effettuati sui loro consumi, le emissioni di CO2 risparmiate nella fase di ricondizionamento, oltre alla documentazione sulla compensazione tramite la piantumazione di alberi con Treedom.
È digitale, automatizzato, controllato e molto semplice da usare, ed eliminiamo anche il cartaceo.

Gli obiettivi europei in tema di economia ambientale ed emissioni, puntano a ridurre la CO2 (rispetto ai livelli del 1990) del 25% entro il 2020. Per questo le grandi aziende e le Pubbliche Amministrazioni devono compensare le emissioni di CO2. Quali servizi offre Green Idea Technologies a questo proposito?
Gli obiettivi definiti per le Pubbliche Amministrazioni dal GPP (il Green Public Procurement) richiedono che queste usino prodotti provenienti da filiere controllate e a basso impatto ambientale per almeno il 50% del totale.
Per quanto riguarda le grandi aziende, si richiede che attraverso un bilancio di sostenibilità dimostrino che parte dell'inquinamento prodotto sia stato compensato da iniziative tese a ridurre il proprio impatto ambientale.
L'offerta di Green Idea Technologies si rivolge ad entrambi attraverso la fornitura di prodotti certificati eco-sostenibili; per le grandi aziende offriamo uno studio ambientale che dimostri l'equilibrio fra l'inquinamento prodotto e le emissioni compensate con i nostri servizi.
Il fatto di vendere prodotti a emissioni zero, poiché compensate, è un'iniziativa che permette all'utente finale di non avere necessità di fare ulteriori investimenti per compensare alcun tipo di emissione.
Green Idea Technologies permette di unire i due passaggi in uno solo con un processo di compensazione completo.
Se compro un prodotto nuovo che inquina una quantità maggiore rispetto a un condizionato, dovrò per esempio investire e piantare più alberi per compensare queste emissioni. Ma se invece scelgo un prodotto che già di per sé produce meno emissioni e in cui è già prevista la compensazione, ho più utili da dedicare ad altri investimenti. Si tratta di una scelta intelligente, che al tempo stesso ha meno impatto per il pianeta.

In Italia il 30% dell'energia proviene da fonti rinnovabili. Cosa succederebbe se la totalità dell'energia fosse pulita?
Prendendo in considerazione lo sviluppo del nostro mercato di riferimento, l'energia e il modo in cui viene prodotta è, ovviamente, un elemento importante. Considerando che ogni paese è dotato di una politica energetica diversa, il ciclo di vita di un prodotto potrebbe comportare più o meno emissioni di CO2: se uso un computer in un paese dove le rinnovabili sono la fonte primaria di energia, l'inquinamento prodotto da quel computer sarà minore di un altro prodotto e utilizzato dove vi sono stati meno investimenti nelle energie pulite. Il trend mondiale si sta spostando gradualmente verso le fonti rinnovabili che non inquinano e producono livelli molto inferiori di emissioni di CO2.
Di fatto l'estrazione di materiali e la trasformazione rimarrebbero comunque all'interno del processo di produzione dei prodotti informatici, ma con un peso del tutto diverso. Se poi si insistesse per promuovere i valori dell'economia circolare in questo settore, si riuscirebbe ad annullare quasi completamente il suo impatto negativo sul pianeta: la Terra ha bisogno di tempo per rimpiazzare i minerali necessari alla produzione degli IT. La popolazione e i consumi mondiali sono in aumento e l'unica mossa intelligente per vivere in un futuro sostenibile è il recupero dei materiali. Il riuso della materia è la cosa più importante, in ogni settore. Per questo i prodotti ricondizionati e rigenerati sono così importanti.

Andrea Federigi

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