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Cosa sono i RAEE?

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, o in inglese Waste Electrical and Electronic Equipment, WEEE, o e-waste), sono rifiuti di tipo particolare che comprendono qualsiasi apparecchiatura elettrica o elettronica guasta, inutilizzata, obsoleta o comunque destinata all’abbandono.
Fanno parte di questa famiglia i grandi e i piccoli elettrodomestici, le apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, quelle destinate al consumo e all’illuminazione, alcuni giocattoli, gli strumenti per lo sport e il tempo libero, i distributori automatici, gli apparati di monitoraggio e controllo, alcuni dispositivi medici non infetti.
Nel 2013, circa 3,6 milioni di tonnellate di RAEE sono state raccolte in Unione Europea, 3,5 milioni di tonnellate sono state trattate correttamente, mentre nel 2% dei casi il recupero è avvenuto in paesi extracomunitari.
Le principali problematiche relative allo smaltimento di questi rifiuti derivano dal tipo di materiali che li compongono: piombo, mercurio, plastica, rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro… Per questo motivo sono necessari impianti e competenze tecnologicamente avanzati.
In molti casi queste materie prime sono tossiche e quindi dannose per l’ambiente. In caso di abbandono nelle discariche, o di smaltimento tramite gli inceneritori, comportanorischi di inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua, provocando, perciò, ripercussioni anche sulla salute umana.
Questi materiali vanno trattati in modo adeguato, destinando i componenti più preziosi al recupero differenziato, così da evitare l’estrazione e lo spreco di altre risorse per costruire nuove apparecchiature elettroniche.
La raccolta dei RAEE viene differenziata in base alla tipologia di produzione e utilizzo dei prodotti elettronici e al tipo di trattamenti a cui devono essere sottoposti, a seconda delle strumentazioni e delle competenze specifiche necessarie a concludere le procedure di smontaggio.
Durante questo processo i componenti di ogni tipo di dispositivi vengono smontati: quelli riutilizzabili vengono destinati al riutilizzo durante le fasi di ricondizionamento e rigenerazione, mentre i materiali pericolosi per l’ambiente e la salute vengono dovutamente smaltitiQueste operazioni devono essere svolte in centri attrezzati in modo adeguato, autorizzati alla gestione dei rifiuti e conformi al “Decreto RAEE”.
In Europa, è la Direttiva 2012/19/EU, che sostituisce le precedenti 2002/96/EU e 2003/108/EU, a regolamentare i modi e i criteri con cui i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche devono essere trattati.
Gli obbiettivi di questi atti normativi sono: la prevenzione della produzione di questo tipo di rifiuti, la promozione di reimpiego, riciclaggio e recupero, la riduzione di sostanze pericolose e il miglioramento del profilo ambientale di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita di questi prodotti.

In Italia, inizialmente, l’attuazione delle direttive europee è stata prevista dal Decreto Legislativo 151 del 25 luglio 2005, con cui si indicava come dovesse funzionare il Sistema di gestione dei RAEE nel nostro paese.
Il Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014, il cosiddetto Decreto RAEE, ha sostituito e implementato la legislazione precedente, introducendo interessanti novità, come: l’introduzione di un eco-contributo per i produttori di dispositivi elettronici (nel prezzo finale al consumatore) attraverso cui recuperarei costi di smaltimento, la creazione di un elenco con iscrizione obbligatoria per tutti i centri di trattamento e l’inclusione dei pannelli fotovoltaici in questo tipo di rifiuti.
Nel 2016 sono stati introdotti altri due decreti ministeriali: uno, il Decreto Ministeriale “Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche”, stabilisce i prezzi e le modalità di versamento per la copertura degli oneri di funzionamento del Comitato di Vigilanza e Controllo e del Comitato di Indirizzo RAEE, mentre l’altro, il cosiddetto“Decreto uno contro zero”, inserisce l’obbligo per i venditori di apparecchi elettrici ed elettronici (con negozi oltre i 400 metri quadrati) di creare punti di raccolta gratuitiper il prodotto a fine vita, senza obbligare l’utentea un nuovo acquisto.

Altra normativa importante riguarda il trattamento e lo smaltimento: essendo considerati rifiuti tanto preziosi quanto pericolosi, l’Unione Europea ha previsto una regolamentazione ferrea a questo proposito. I RAEE devono essere smaltiti e recuperati in paesi attrezzati per lo scopo, per evitare che queste apparecchiature (in cui sono presenti metalli pesanti, gas nocivi e altre sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente) vengano smontate in paesi dove non esistono né una legislazione adeguata in materia, né le infrastrutture adatte ad eseguire gli interventi di disassemblaggio.

Solo il 35% dei RAEE italiani, però, viene smaltito correttamente: solo nel nostro paese, tra il 2009 e il 2013, sono stati posti sotto sequestro 299 siti dove si gettavano indiscriminatamente rifiuti di ogni tipo.
Inoltre, stando al programma di approfondimento condotto da Riccardo Iacona, Presadiretta, andato in onda lo scorso lunedì sera su Rai 3, gran parte dei rifiuti elettrci viene immesso su circuiti internazionali, verso paesi in cui esistono controlli più blandi e modalità di intervento meno specializzate, dando vita a discariche abusive che portano conseguenze disastrose sia dal punto di vista umano che ambientale.
Particolarmente emblematico a questo proposito, il caso della discarica di Agbogbloshie, nella periferia di Accra, capitale del Ghana, dove arrivano i rifiuti elettronici di tutto il mondo industrializzato su navi cargo cariche di container, compresi quelli di molte istituzioni italiane ed europee.

Comemostrato nella puntata dilunedì seradi Presadiretta, nella discarica lavorano a contatto con le sostanze nocive più di 70 mila persone, tra cui molti bambini: la plastica viene bruciata per estrarre i metalli preziosi che possono essere recuperati, rilasciando con la combustione sostanze nocive per gli esseri umani e l’eco-sistema circostante. Dieci anni di attività di discarica incontrollata e abusiva ha portato alla devastazione del vicino fiume, con preoccupanti effetti anche sull’ambiente marino: la spiaggia è invasa da rifiuti di ogni tipo, mentre le acque vengono inquinate dai metalli pesanti presenti negli e-waste, contaminando anche il pesce, prima risorsa alimentare della popolazione indigena.

Il caso del Ghana, purtroppo, è solo un esempio: lo stesso danno ambientale si ripropone in altre parti del mondo. Per citarne solo un altro:a Guiyu, in Cina, si trovaun’enorme discaricadove confluiscono i RAEE di tutto il mondo occidentale. Nella Repubblica Popolare, tra l’altro, l’importazione di e-waste è vietata, ma questo non impedisce aquesto tipo di rifiuti di arrivare mischiato adispositivi nuovi, o addirittura contrassegnato come materiale di riciclo, anche se poi, di fatto, non funziona. I 7 paesi che ricevono il maggior numero di rifiuti elettronici illegali sono Cina, Ghana, Nigeria, India, Thailandia, Filippine e Vietnam.

Nonostante si raccolgano annualmente 4 miliardi di euro con l’impostadestinata allo stoccaggio dei RAEE (il cosiddettoeco-contributo) per i produttori di apparecchi elettrici e per chi si occupa della raccolta, è molto più conveniente spedire questi rifiuti in Africa piuttosto che trattarli nella Comunità Europea.
Infatti, se per riciclare un computer in Europa si spende tra i 3 e i 5 euro, inviare un qualsiasi apparecchio in un container in Ghana non costa più di 1,5 euro. Il reportage ha mostrato quanto il nostro sistema sia fallace: finché a guidare il mercato sarà solo la logica del massimo profitto realizzabile, lo scenario di Accra è destinato a ripetersi all’infinito, come già succede in altre parti del mondo, in un’escalation che, stando ai trend attuali, può solo peggiorare.

Chissà cosa risponderemo quando i nostri figli ci chiederanno perché non abbiamo fatto niente quando ne avevamo la possibilità.

Per approfondire:

– http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Waste_statistics_-_electrical_and_electronic_equipment
– http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/05151dl.pdf
– http://gestione-rifiuti.it/smaltimento-raee
– http://www.albonazionalegestoriambientali.it/IscrizioneRaee.aspx
– http://www.ecorit.it/

Andrea Federigi