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Addio Plastica: da Evoware arrriva il packaging che si mangia

In questi giorni si fa un gran parlare di imballaggi e sacchetti di plastica destinati a uso alimentare. Sul blog di Green Idea Technologies, però, vorremmo evitare di dar adito a polemiche riguardo alla norma che dal primo gennaio impone una carbon tax sui sacchetti per la frutta e la verdura dei supermercati. Vogliamo provare a essere costruttivi, curiosi, aperti.

Attenti alle novità introdotte dalla tecnologia, crediamo che la creatività e le buone pratiche siano alla base del cammino di cambiamento che sembra verificarsi nel mondo del business.
Abbiamo deciso di dedicare questo articolo a un’innovazione rivoluzionaria, che potrebbe rendere sostenibile un settore che grava tantissimo sull’inquinamento dovuto alla plastica: il packaging.

L’Indonesia ha i fiumi più inquinati del mondo: dopo la Cina, è il Paese che riversa più plastica in mare, contribuendo a rendere sempre più grandi i già enormi trash vortex che galleggiano negli Oceani.

Per arginare questo problema, una piccola start up con sede a Bali, la Evoware, ha deciso di scommettere tutto su un nuovo tipo di confezioni per i cibi, fattecon alghe marinecompletamente biodegradabili, senza alcuna aggiunta di additivi chimici, così puliteda essere addirittura commestibile!

I bicchieri sanno di gelatina e sono disponibili in diversi aromi, dalla menta al tè verde.
David Christian, cofondatore di Evoware,è nato e cresciuto a Jakarta, capitale dell’Indonesia. E proprio il problema dell’inquinamento della sua città natale e dei fiumi del suo Paese lo hanno spinto a far qualcosa per cercare di cambiare le cose: “Ho visto quanti rifiuti di plastica vengono prodotti qui: richiedono centinaia e migliaia di anni per degradarsi e contaminano tutto”.

Così ha deciso di fondare Ewoware, cercando di individuare un materiale che potesse sostituire i polimeri sintetici della plastica per gli imballaggi: l’idea di ricorrere alle alghe è venuta quasi spontanea. Infatti l’Indonesia è uno dei maggiori produttori di alghe al mondo, anche se molti coltivatori vivono in condizioni di miseria assoluta: l’idea di David Christian potrebbe migliorare la loro condizione proprio a causa di un aumento nella richiesta di fibre vegetali da impiegare nella produzione della bioplastica. “Se trasformato in un business su larga scala si potrebbero mantenere puliti i litorali, riducendo i rifiuti polimerici, aiutando i coltivatori d’alghe locali e le loro famiglie”.

Anche se per il momento la strada verso la transazione sembra ancora lunga: infatti i costi sono ancora troppo alti: basti pensare che la coppetta per il gelato proposta dalla start up balinese costa fino a cinque volte di più rispetto alle normali coppette in plastica, dato che sono ancora prodotte attraverso sistemi artigianali.

Il dato positivo da prendere in considerazione (in relazione soprattutto alla questione dei sacchetti in Italia) è che perlomeno il grande pubblico e le aziende stanno sempre più preoccupandosi della salute del nostro pianeta e delle strategie da adottare per porre rimedio alle grandi sfide del nostro tempo, cambiamento climatico in testa.

Prendere coscienza è il primo passo da compiere sul sentiero del cambiamento.

B the Change. Il futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

http://evoware.id/

http://www.rinnovabili.it/ecodesign/da-evoware-il-biopackaging-alimentare-che-puoi-mangiare/

https://www.agi.it/innovazione/startup_indonesia_bicchieri_commestibili-3169366/news/2017-11-27/

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4969030/Indonesian-company-Evoware-makes-edible-seaweed-packaging.html