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10 Film su Ambiente e Sostenibilità – I consigli di Green Idea

Questa settimana vi proponiamo un post un po’ diverso dal solito: abbiamo raccolto in una lista i 10 film a tematica ambientale consigliati da Green Idea Technologies. Abbiamo inserito sia documentari che film, e pensiamo che, quella venuta fuori, sia una top ten decisamente interessante: li abbiamo ordinati cronologicamente, dal più recente.
Da Viggo Mortensen in Captain Fantastic a Leonardo Di Caprio in Before the Flood, passando per le opere d’arte fatte di spazzatura dell’artista brasiliano Vik Muniz in Waste Land e arrivando fino al film del 1984 di Werner Herzog, Dove Sognano le Formiche Verdi. Speriamo che i nostri consigli cinematografici possano piacervi. Fateci sapere cosa ne pensate…
Li avete visti tutti? Quali altri film avreste messo in questa lista?

Alla ricerca di un senso / Nathanaël Coste, Marc de la Ménardière (Francia – Guatemala – India – Italia – Messico – Gran Bretagna – Italia – USA, 2017)
Nathanael e Marc sono due amici d’infanzia che hanno seguito due percorsi differenti: il primo è un documentarista, mentre l’altro lavora nel marketing. Dopo dieci anni si rivedono e decidono di partire per un viaggio intorno al mondo, alla scoperta di stili di vita alternativi alla visione imposta dal consumismo occidentale.
Il loro viaggio, e il documentario che ne deriva, indaga nei diversi continenti le esperienze di chi ha cominciato a praticare nuove soluzioni economiche, agricole, sociali e politiche. Lungo la strada incontrano personalità come Vandana Shiva e Pierre Rabhi, tribù indigene e uomini e donne che cominciano a riconoscersi più come ospiti della Terra, anziché suoi padroni.
Gli spunti interessanti sono moltissimi, soprattutto per un pubblico che, proprio come Marc non ha mai approcciato la questione e ha bisogno di una prima spinta per conoscere i problemi legati alla tematica ambientale.
https://www.youtube.com/watch?v=_6viHNuq16Q&t=20s

Captain Fantastic / Matt Ross (USA, 2016)
Ben e la moglie hanno scelto di crescere i loro sei figli al di fuori della società, nel cuore di una foresta. Sotto la guida del padre, i ragazzi trascorrono le loro giornate allenandosi fisicamente e preparandosi intellettualmente: cacciano insieme il proprio cibo, studiano, si confrontano in dibattiti incentrati su letteratura e storia, suonano, cantano, festeggiano il compleanno di Noam Chomsky e rifiutano il Natale e la società dei consumi. La morte della madre, da tempo malata, li costringe a intraprendere un viaggio nel mondo sconosciuto della cosiddetta società: viaggio che costringerà Ben a mettere in discussione la sua idea di educazione.
Il film riesce a toccare temi contemporanei e meno comuni di quanto si possa pensare, riuscendo sempre a divertire ed emozionare: per esempio molto interessante il tema dell’educazione a cui Matt Ross ha deciso di dare tanta importanza. Memorabile la scena in cui Ben, criticato dai cognati per l’educazione che ha deciso di impartire ai propri figli, mostra loro come i due figli adolescenti della coppia, imbottiti di videogiochi e merendine, non abbiano capito nulla a proposito del Bill of Rights, mentre suo figlio di 8 anni lo cita a memoria dandone anche una sua interpretazione, pur non essendo mai andato a scuola. Da vedere!
https://www.youtube.com/watch?v=gQ6u5IQDde4

Punto di non ritorno – Before the flood / Fisher Stevens (USA, 2016)
Dalla collaborazione tra il regista Fisher Stevens e Leonardo Di Caprio (nei panni di produttore, attore, narratore e ambasciatore dell’ONU) nasce Before the Flood, un film che racconta da diverse angolature la tematica dei cambiamenti climatici, analizzando le cause e le conseguenze dell’attività umana.
Caratterizzato da un linguaggio semplice ed efficace, il documentario riesce a informare anche chi non è informato sull’argomento, colpendo con immagini e testimonianze che insegnano emozionando.
https://www.youtube.com/watch?v=d1c-u_x-XSY (Film completo)

Cowspiracy: il segreto della sostenibilità / Kip Andersen (USA, 2014)
Il documentario, diretto da Kip Andersen, fa luce su quella che viene definita “l’industria più distruttiva del mondo contemporaneo”, cercando, al contempo, di capire perché le principali associazioni ambientaliste mondiali abbiano paura di parlarne. L’allevamento di animali è una delle principali cause di deforestazione, consumo d’acqua, inquinamento ed emissioni di gas serra. Nonostante ciò, nessuno sembra essere intenzionato a fermarsi e,anzi, a qualcuno dà fastidio se ne parli…
Durante la realizzazione del film, infatti, più persone mettono in guardia il regista sui rischi che avrebbe corso portando alla luce il reale impatto di questa industria, mentre, intervistando i membri delle principali associazioni ambientaliste, Andersen si trova di fronte persone spaventate, che cercano di non affrontare l’argomento.

https://www.youtube.com/watch?v=ywiufDyniyU

The East / Zal Batmanglij (USA – Gran Bretagna, 2013)
Sarah Moss è una giovane e brillante ex agente dell’FBI che inizia a lavorare per la Hiller Brood., un’agenzia privata di spionaggio che cura gli interessi di importanti multinazionali. Sarah viene infiltrata in un collettivo anarco-ambientalista, responsabile di sabotaggi e attentati terroristici ai danni di compagnie accusate di crimini ambientali. Inizialmente circondata dal sospetto dei membri del gruppo rivoluzionario, Sarah conquisterà a poco a poco la loro fiducia, ritrovandosi parte di un mondo totalmente diverso dal suo e mettendo progressivamente in discussione le proprie certezze.
Presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2013, The East è un thriller spionistico avvincente, scritto a quattro mani dal regista Zal Batmanglij e dalla protagonista Brit Marling. Tra l’altro, il film trae ispirazione dall’esperienza che i due autori hanno vissuto nel 2009, quando per alcuni mesi si sono uniti a una comunità dedita al freeganismo (stile di vita anti-consumistico basato sulla condivisione e sul recupero degli scarti).

https://www.youtube.com/watch?v=DSD7EqovmnY

More than honey – Un mondo in pericolo / Markus Imhoof (Svizzera – Germania – Austria, 2012 )
Un terzo di ciò che mangiamo non esisterebbe senza le api:in questo film, Markus Imhoof ci accompagna in un viaggio intorno al mondo che ci illustra l’importanza di un insetto che, oltre alla produzione di miele, si occupa di impollinare fiori e piante. Dalle Alpi svizzere alla Cina, dall’America a una minuscola isola in cui si sta provando a selezionare una nuova razza di api, il film ci informa su un problema attualissimo.
Una concatenazione di motivi, causati dallo scriteriato utilizzo dei sistemi industriali e agricoli: pesticidi, acari e antibiotici da cui derivano covate acide o la nascita di insetti killer.
Oltre al grido di allarme verso la sensibilità dello spettatore, More than Honey è anche un bellissimo documentario naturalista: illustra meravigliosamente i meccanismi di quella che è una vera e propria società, scandita dal lavoro e dal controllo.
Anche le tecniche di ripresa molto avanzate, regalano allo spettatore momenti molto intensi: tra tutte, è memorabile la scena del volo dei fuchi intorno alla regina.
https://www.youtube.com/watch?v=CVuniyUJVqA

Waste Land / Lucy Walker, Karen Harley, João Jardim (Gran Bretagna – Brasile, 2010)
Nella periferia di Rio de Janeiro si è formata, nel corso degli anni, la più grande discarica del mondo. Al suo interno lavorano migliaia di “catadores”, che a mano frugano tra immondizia di ogni tipo alla ricerca di materiali riciclabili per rivenderli e guadagnare pochi reais.
Vik Muniz, artista brasiliano di fama internazionale,sceglie Jardim Gramacho, un centro periferico nello stato di Rio de Janeiro in cui il 50% della popolazione sopravvive di riciclaggio per realizzare un progetto unico: creare opere d’arte con la spazzatura, coinvolgendo i catadores (come artisti e soggetti delle opere) per restituirgli la dignità che ogni essere umano merita.
“È qui che a tutte le ore del giorno e della notte vengono scaricate a tonnellate le scorie della società. Da qui nasce l’arte”, secondo Vik Muniz.

https://www.youtube.com/watch?v=Vooc7emHwXk

Terra Madre / Ermanno Olmi (Italia, 2009)
Terra Madre è un documentario di Ermanno Olmi nato in seno all’organizzazione dell’evento omonimo organizzato da Slow Food a Torino, coinvolgendo persone da tutto il mondo impegnate nella sostenibilità ambientale. In questo film, Ermanno Olmi denuncia la sregolatezza del mercato liberista nei confronti del pianeta, offrendo, di contro, esempi di stili di vita che risultano meno aggressivi nei confronti della Terra.

https://www.youtube.com/watch?v=C8XeApI57Qw

La Belle Verte – Il pianeta verde / Coline Serreau (Francia, 1996)
Il film tratta, in chiave umoristica, i problemi del mondo occidentale: il consumo selvaggio, la frenesia, l’inquinamento e l’abuso di potere.
Il Pianeta Verde è un pianeta lontano, sconosciuto ai terrestri. Gli abitanti del pianeta vivono in armonia tra loro, immersi nella natura. Sul pianeta viene convocata un’assemblea per inviare qualcuno sulla Terra per verificare a che punto sia arrivato il processo evolutivo degli esseri umani. Mila si offre volontaria e viene spedita nella Parigi degli anni 90, dove scopre che gli uomini basano la propria vita sul consumismo. Il cibo e l’acqua sono inquinati e insalubri e i rapporti tra le persone sono sterili, se non addirittura aggressivi. Facendoci sorridere delle nostre assurdità, Serreau ci mostra come potrebbe essere diversa la vita sulla Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=lFUoyNOiTSY

Dove sognano le formiche verdi / Werner Herzog (Germania – Australia, 1984)
In questo film, che è stato presentato al 37° Festival di Cannes, Werner Herzog ci racconta della contesa tra gli aborigeni e una compagnia mineraria in un territorio dell’outback australiano, ispirandosi al caso “Milirrpum contro Nabalco Pty Ltd” del 1971, prima grande battaglia legale di questo tipo.
In una zona remota del deserto australiano, una grande compagnia mineraria ha intenzione di lavorare sull’area dove, per gli aborigeni, “sognano le formiche verdi”: secondo la tradizione dei nativi, distruggere questo luogo sacro porterà all’estinzione dell’umanità. La contesa è difficilissima e a nulla valgono gli sforzi della compagnia mineraria per poter proseguire gli scavi venendo incontro agli aborigeni. Il fallimento dei negoziati porta a una causa legale, resa difficile anche dai problemi di comunicazione dell’unico sopravvissuto di una tribù della quale nessuno conosce la lingua.
https://www.youtube.com/watch?v=oReNgyNXl6s

Andrea Federigi