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10 cose da sapere sul Pacchetto per l’Economia Circolare dell´Unione Europea

Il 2 febbraio 2018 sono state presentate in anteprima le direttive del Pacchetto per l’Economia Circolare dell’Unione Europea, approvate lo scorso dicembre da Consiglio, Commissione e Parlamento europeo. Nel corso del convegno,“Circular Economy, le direttive europee appena approvate”, sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, la relatrice del provvedimento al parlamento Ue, Simona Bonafè, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi e i rappresentati delle organizzazioni e delle filiere dei rifiuti e della circular economy.

GLI OBIETTIVI DEL PACCHETTO UE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

Le direttive del Pacchetto UE per l’Economia Circolare si rivolgono a più aree di intervento, focalizzandosi su misure che aiuteranno a stimolare la transizione europea verso un’economia circolare, aumentando la competitività globale, incoraggiando lo sviluppo sostenibile e generando nuovi posti di lavoro.

Il Pacchetto per l’Economia Circolare consiste di un rafforzamento al Piano d’Azione dell’UE per l’Economia Circolare che già mirava a rivoluzionare l’intero Ciclo di Vita di un prodotto, partendo dal design e dalla scelta dei materiali, arrivando fino alla gestione sostenibile dei prodotti a fine vita e dei rifiuti.

L’obiettivo è quello di “chiudere il ciclo” di produzione dei beni, favorendo il riuso e il riciclo, portando benefici sia a livello economico che ambientale.

LE PRINCIPALI INIZIATIVE:

Le principali iniziative fissano chiari obiettivi sull’aumento del riciclo e la riduzione dei rifiuti:

AUMENTO DEL RICICLO

• Concrete misure per stimolare il riuso e promuovere “simbiosi industriale”(trasformando i prodotti a fine vita di un’azienda nelle materie prime di un’altra).

• Incentivi per i produttori per posizionare sul mercato prodotti sempre più sostenibili, progettati per essere facilmente riparati e riciclati(per esempio imballaggi, batterie, dispositivi elettrici ed elettronici, veicoli…).

• Armonizzazione, semplificazione e standardizzazione in tutta l’UE dei criteri di calcolo riguardo ai gradi di riciclo.

• Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore: nella gestione dei rifiuti che derivano dai suoi prodotti dovrà assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestione della raccolta differenziata, delle operazioni di cernita, trattamento, di informazione, raccolta e comunicazione dei dati.

RIDUZIONE DEI RIFIUTI

• Bisognerà raggiungere il traguardo del riciclo del 65% dei rifiuti urbani entro il 2030, del 75% entro il 2035 (oggi siamo al 42%).

• Il riciclo dei rifiuti da imballaggi dovrà raggiungere il 75% del totale entro il 2030.

• Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti.

• Verranno promossi strumenti economici per scoraggiare la messa in discarica dei rifiuti.

• Viene inoltre introdotta una Strategia UE per la Plastica nell’Economia Circolare.

 Contro gli sprechi alimentari vengono introdotti target di riduzione del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

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Andrea Federigi

Per approfondire:

http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/index_en.htm

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52015DC0614

http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/monitoring-framework.pdf

https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/pianeta-rifiuti-cosa-cambia-le-nuove-direttive-europee-leconomia-circolare/

https://ec.europa.eu/docsroom/documents/27327